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L’Albergo Diffuso in Sicilia un albergo che offre un’esperienza vera ed autentica

27/02/2015

Finalmente anche la Sicilia ha disciplinato questa nuova forma di ospitalità alberghiera che in realtà è stata introdotta dalla Legge n. 11 del 2 agosto 2013 “Norme per il riconoscimento dell’albergo diffuso in Sicilia” che in questi giorni entra nel vivo grazie al regolamento attuativo già inviato per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ma vediamo di cosa si tratta…

Elementi distintivi

Innanzitutto come evidenzia il prof. Dall’Ara (docente di marketing turistico e fondatore dell’associazione nazionale alberghi diffusi) è una struttura orientata verso il turismo sostenibile e soprattutto una forma di ospitalità diffusa pensata per i centri storici e i piccoli borghi (rurali, marinari etc.). Si parla in poche parole di un albergo orizzontale e non più verticale che mira al recupero di abitazioni dislocate già esistenti, abbandonate o chiuse.

Proprio per questo motivo si parla di sostenibilità in questo caso ambientale perché evita la cementificazione ma anche sostenibilità sociale perché tende ad evitare lo spopolamento di tanti piccoli comuni creando un’offerta turistica volta a soddisfare una domanda interessata a soggiornare in contesti storici e a stare in contatto con i residenti. 

Requisiti

L’art. 3 della Legge n. 11 del 2013 prevede innanzitutto una gestione unitaria in forma imprenditoriale e può offrire servizi quali ristoro, bar, accoglienza, svago e palestra. Inoltre, deve possedere almeno 7 camere o unità abitative in almeno 2 stabili a una distanza massima di 300m.

Inoltre e soprattutto deve possedere uno stile gestionale integrato nel territorio e nella sua cultura, che ha l’obiettivo di offrire un’esperienza legata al territorio, nei modi, nei tempi, nei servizi e nei prodotti offerti.

Per questo motivo come ha affermato l’Assessore Li Calzi sarà anche necessario attivare dei percorsi di formazione sulla qualità dell’accoglienza all’interno della destinazione turistica dove è localizzato l’albergo diffuso.

Come si avvia

Si avvia con SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata al SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) del comune territorialmente competente.Questa dovrà contenere: la denominazione dell’albergo, l’ubicazione, la capacità ricettiva di ogni unità abitativa, ubicazione punto ristoro e spazio vendita per prodotti tipici locali. Alla domanda dovranno essere allegate alcune autocertificazioni e relazioni tecniche su camere e posti letto (planimetria).

Come accennato dall’Assessore Li Calzi sono previsti finanziamenti nella prossima programmazione comunitaria 2014/2020.

 

Angela Giurrandino